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Isolabona
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mwhaIsolabona (mwhqL'Îsura in mwhgligurecite-ref-4[4]) è un mwiwcomune italiano di mwja685 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkqprovincia di Imperia in mwkgLiguria.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Economia
• Strade
• Note
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Geografia fisica
Isolabona è situata in mwlgval Nervia, tra i comuni montani di mwlwRocchetta Nervina, a nord, e mwmaDolceacqua a sud.
Esso si presenta come il tipico borgo dell'entroterra ligure di Ponente, racchiuso da una cinta fortificata. Le strette vie mettono in comunicazione le due piazze principali. Nella prima è presente una fontana ottagonale del 1486, mentre sulla seconda si affacciano l'oratorio e la chiesa parrocchiale (Piazza Martiri della Libertà).
Tra le vette del territorio isolese il monte Gouta (1315 m), il monte Altomoro (908 m), il monte Morgi (817 m) e il monte Olivastro (700 m).
Origini del nome
Il mwnqtoponimo Isolabona deriva dall'unione dei termini "insula" cioè isola, perché il paese è collocato su una sorta di isolotto definito dal torrente mwngNervia e un suo affluente, il mwnwMerdanzo, e "bona" (traduzione letterale del termine "buona") per la proverbiale cordialità ed ospitalità dei suoi abitanti e per il clima mite.
Storia
Un primo insediamento - denominato genericamente con il termine mwowcastellumcite-ref-siusa-5-0[5] e, probabilmente, localizzabile nei pressi dell'odierno cimitero urbanocite-ref-comune-di-isolabona-6-0[6] ove è situata la chiesa di San Giovanni Battistacite-ref-comune-di-isolabona-6-1[6] - è citato all'inizio del XIII secolocite-ref-siusa-5-1[5].
Al 1287, con l'acquisto del territorio apricalese da parte di mwtqOberto Doriacite-ref-siusa-5-2[5], la comunità di Isolabona (che dalla pieve progressivamente si sviluppò più nel fondovalle, intorno al locale castellocite-ref-comune-di-isolabona-6-2[6]) venne unita a quella di mwvgApricalecite-ref-siusa-5-3[5] all'interno del mwwwMarchesato di Dolceacquacite-ref-siusa-5-4[5]; tale unione amministrativa dei due borghi perdurò fino al 1573cite-ref-siusa-5-5[5].
Al 1524 risale, invece, il passaggio del marchesato dolceacquino nel mwzqDucato di Savoiacite-ref-siusa-5-6[5].
Con l'annessione del mwawcontado di Nizza alla mwbaPrima Repubblica francese, nel 1793cite-ref-siusa-5-7[5], Isolabona entrò a far parte del cantone di mwcqPerinaldocite-ref-siusa-5-8[5] (distretto di mwdgMentone), poi di mwdwMonaco nel mweadipartimento francese delle Alpi Marittimecite-ref-siusa-5-9[5]cite-ref-7[7].
Nel 1805cite-ref-siusa-5-10[5] restò nel cantone di Dolceacqua (che sostituì Perinaldo come capoluogo), ma passò nel nuovo distretto di mwhgSanremocite-ref-siusa-5-11[5], dello stesso dipartimento, esteso a est per annessione di una parte della mwiwRepubblica Ligurecite-ref-8[8].
Alla caduta del mwkqPrimo Impero francese, nel 1815, tornò al mwkgRegno di Sardegnacite-ref-siusa-5-12[5], come stabilito dal mwlwCongresso di Vienna, e successivamente nel mwmaRegno d'Italia, dal 1861cite-ref-siusa-5-13[5]. La municipalità di Isolabona fu sottoposta nel III mandamento di Dolceacqua del mwnqcircondario di Sanremo della mwngprovincia di Nizzacite-ref-siusa-5-14[5] (poi mwowprovincia di Porto Maurizio dopo la cessione alla mwpaFrancia del territorio nizzardo).
Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della mwpgComunità montana Intemelia.
Simboli
Stemma
«D'azzurro, alla
torre
rossa con due palchi, merlata alla guelfa, aperta e finestrata di nero, collocata su un prato verde e sormontata da una corona d'oro
all'antica
.
»
Gonfalone
«Drappo di azzurro…
»
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il mwwadecreto del presidente della Repubblica del 16 agosto 1952.cite-ref-acs-11-0[11]cite-ref-araldica-9-2[9]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena nel centro storico di Isolabona. La struttura originale è di un edificio del tardo mw0gmedioevocite-ref-villaggi-di-pietra-12-0[12], probabilmente del XV secolo, di cui restano le colonne nella cantoria. L'edificio venne rimaneggiato nel corso del Settecento nelle mw1wforme barocchecite-ref-villaggi-di-pietra-12-1[12], ma conservandone le parti antiche medievali, e ancora nella metà dell'Ottocentocite-ref-villaggi-di-pietra-12-2[12]. Fu eretta al titolo di parrocchia nel 1641 dal mw4avescovo di Ventimiglia monsignor Lorenzo Gavotti. Conserva sull'altare maggiore un crocifisso ligneo del Cinquecento.
• Oratorio di Santa Croce nel centro storico di Isolabona, nei pressi della parrocchiale, datato alla fine del XV secolocite-ref-villaggi-di-pietra-12-3[12] ma rifatto nelle forme barocche nel XVIII secolocite-ref-villaggi-di-pietra-12-4[12] e ancora rimaneggiato nella metà del XIX secolocite-ref-villaggi-di-pietra-12-5[12].
• Santuario di Nostra Signora delle Grazie, al di fuori del centro storico, lungo la strada provinciale 64. Costruito nel tardo medioevocite-ref-villaggi-di-pietra-12-6[12], presenta un portico dorico seicentesco affrescato dal pittore mw9aGiovanni Cambiasocite-ref-villaggi-di-pietra-12-7[12].
Architetture civili
• Ponte di origine tardo medievale, detto del Molino, costruito con un'unica arcata e con piccola edicola al centro, permette l'attraversamento sul torrente mwaqwNervia e l'accesso al centro storico isolese.
• Fontana pubblica nel centro storico isolese, datata al 1486 come attestato dalla datazione ivi incisa, formata da una vasca dalle forme ottagonali e da una centrale colonna che a sua volta sorregge una vaschetta marmorea.
Architetture militari
• Castello di Isolabona. La postazione militare (prima) e residenziale (poi) fu costruita nel corso del XIII secolo dai feudatari mwareDoria per la difesa del borgo, in una zona sopraelevata a nord-est del borgo storico. Il castello - citato assieme ad Isolabona a partire dal 1287 - si presenta con un corpo di fabbrica di forma esagonale, in pietra arenaria, con portale ad arco acuto e da un'alta torre quadrangolare aperta da feritoie. La struttura subì gravosi danni durante il mwariterremoto di Diano Marina del 1887 e solamente nel 1989 sono stati avviati progetti concreti di restauro e di consolidamento. Le sale del castello ospitano durante la stagione estiva rassegne teatrali, musicali e culturali.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Cultura
Eventi
• "Festival Internazionale delle Arpe", nel mese di luglio, presso il castello di Isolabona.
• Torneo di mwatwpallapugno ("balùn" nel gergo locale), a fine luglio.
Geografia antropica
Il territorio comunale è da una superficie territoriale di 12,35mwat8 km².
Confina a nord con il comune di mwauePigna, a sud con mwauiDolceacqua, ad ovest con Pigna, mwaumRocchetta Nervina e Dolceacqua, ad est con Pigna ed mwauqApricale.
Economia
L'economia di Isolabona è prevalentemente mwausagricola, dedite alla coltivazione e produzione di mwauwvini rossi, il mwau0Rossese, e mwau4olio di oliva.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Il territorio di Isolabona è attraversato principalmente dalla strada provinciale 64 che permette il collegamento con mwaviDolceacqua, a sud, e mwavmPigna verso nord. Altra arteria provinciale è la SP 63 per mwavqApricale.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 luglio 1987 | 6 giugno 1990 | Danilo Veziano | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 6 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Danilo Veziano | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Danilo Veziano | lista civica | Sindaco | |
| 2 luglio 1999 | 14 giugno 2004 | Danilo Veziano | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Sandro Pastor | lista civica | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Danilo Veziano | Paese con fontana e castello (lista civica) | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Dario Faraone | Rinnovare si può (lista civica) | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Augusto Peitavino | Isolabona che c'è (lista civica) | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Andrea Lombardi | Uniti per Isolabona (lista civica) | Sindaco | |
Altre informazioni amministrative
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwawsmwawwmwaw0Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaw4demo.istat.it, mwaw8ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaxmmwaxqmwaxuClassificazione sismica (mwaxymwaxcXLS), su mwaxgrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaxwmwax0mwax4Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwax8mwayaPDF), in mwayeciterefmwayiLeggemwaym mwayq26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwayuAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwayy 151. mwaycURL consultato il 25 aprile 2012 mwayg(archiviato dall'mwaykurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del mway0professor Gaetano Frisoni, mway4Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
cite-note-siusa-55. ↑ mwaa4mwaa8mwabaFonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, su mwabesiusa.archivi.beniculturali.it. mwabiURL consultato il 4 ottobre 2017.
cite-note-comune-di-isolabona-66. ↑ mwabomwabsmwabwFonte dal sito istituzionale del comune di Isolabona, su mwab0comuneisolabona.it. mwab4URL consultato il 4 ottobre 2017.
cite-note-77. ↑ Alain Otho, "Les divisions anciennes des Alpes-Maritimes (2)", mwacimwacmBulletin de l'Association généalogique des Alpes-Maritimes, 23, 09/2013.
cite-note-88. ↑ Décret du 15 Messidor an XIII, mwaccBulletin des lois vol. 37, p. 84.
cite-note-araldica-99. mwac8mwadamwadeComune di Isolabona – (IM), su mwadiaraldicacivica.it. mwadmURL consultato il 6 novembre 2011.
cite-note-103. mwadcmwadgmwadkBozzetti di stemma e gonfalone del Comune di Isolabona, su mwadoACS, Raccolta dei disegni degli stemmi di comuni e città. mwadsURL consultato l'8 ottobre 2024.
cite-note-acs-1111. ↑ mwad8mwaeamwaeeIsolabona, su mwaeiArchivio Centrale dello Stato. mwaemURL consultato il 28 agosto 2023.
cite-note-villaggi-di-pietra-1212. ↑ Fonte dal libro di mwafcEnzo Bernardini, mwafgVillaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
cite-note-1313. ↑ Dati tratti da: mwafwmwaf0mwaf4mwaf8mwagaPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwagemwagiPDF), su mwagmebiblio.istat.it, mwagqISTAT. mwagumwagymwagcmwaggPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwagkesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1414. ↑ mwag4mwag8mwahaCittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2019, su mwahedemo.istat.it. mwahiURL consultato il 4 aprile 2021.
cite-note-1515. ↑ Dati superiori alle 20 unità
Voci correlate
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Collegamenti esterni